Dall’Europa no al bavaglio.

Anche dall'Europa in occasione della summer school al parlamento europeo organizzata dall'Italia dei Valori, non potendo essere fisicamente presenti a piazza Navona il 1 luglio, abbiamo organizzato una piccola manifestazione in contemporanea per protestare contro la legge bavaglio.

Niccolò Rinaldi (capogruppo al parlamento europeo dell'IdV):
Siamo simbolicamente occupando una delle grandi aule del parlamento europeo che è un tempio della democrazia in questo continente. Per testimoniare che siamo stanchi, stanchi di constattare che con la legge sulle intercettazioni telefoniche che il governo del nostro paese e la maggioranza che lo sostiene pone ancora una volta l'Italia al di fuori da quelle idee del diritto e di civilità, delle regole di libertà che l'Unione europea rappresenta per tutto il mondo. L'Italia compie un altro passo dunque per uscire dal quadro dei principi europei che mirano garantire a tutti i cittadini libertà d'informazione, rispetto della privacy, e altri tanti strumenti per garantire la sua sicurezza. Dal parlamento europeo sosteniamo la manifestazione nazionale contro la legge bavaglio per questo siamo simbolicamente imbavagliati. Stanchi ma non rassegnati mai rassegnati in segno di protesta contro una legge iniqua che costituisce questa ulteriore anomalia italiana che va al di fuori dagli standard europei che nessun paese europeo penserebbe mai di adottare.
Vogliamo contrastare il comportamento irresponsabile del governo italiano e di tutti quei partiti che lo sostengono al cospetto dell'Europa che a più occasioni ha già espresso il suo disappunto, la sua sorpresa per questo progetto di legge. La diretta streaming porta la mobilizzazione nazionale nella sede del PE perchè c'è anche un'Italia che guarda l'Europa e che vuole diffendere la libertà dell'informazione e la sicurrezza dei cittadini.
Da Bruxelles, dal PE, possiamo affermare che una legge come quella proposta dalla maggioranza e dal governo italiano è inpensabile altrove in Europa e lo testimoniano le continue attestazioni di solidarietà e di simpatia che ci provengono da tanti paesi e da tanti colleghi parlamentari.

Leoluca Orlando (portavocce nazionale):
Se la legge sulle intercettazioni verrà approvata in Italia, nascerà una democrazia da terzo millennio. Da Bruxelles, da Londra, da Berlino, da Parigi, si coglie e si denuncia l'anomalia di una dittatura all'interno dell'Ue, dentro i confini di Schenghen.
Questo governo perseguendo un progetto piduista vuole leggare le mani, mettere le manette ai polizziotti e magistrati, impedendo di colpire maffiosi e fare appunti un igendere e vuole mettere il bavaglio ai giornalisti impedendo d'informare e di essere informati ai cittadini.

Il partito dell’amore del secondo municipio

chiosco abbattuto

Qualche giorno fa a via Nemorense all'ingresso di piazza Crati è caduto un albero verso le sei del mattino che ha distrutto il chiosco del fioraio che per fortuna non ha riportato ferite.
La vera catastrofe però è avvenuta poco più in là, per l'esattezza in via Dire Daua nella sede del consiglio municipale.

Saputa la notizia i consiglieri Massimo Inches e Roberto Cappiello (Pdl) hanno presentato una mozione urgente per dare il sostegno del Municipio al fioraio.
Il partito dell'amore ha subito colto l'occasione per fare un gesto di solidarietà ed altruismo: ha votato contro la mozione presentata dai sui stessi rappresentanti e negato l'aiuto al fiorario in quanto abusivo.
Quindi il provvedimento non è passato nonostante l'opposizione abbia votato a favore.

Le nostre due dame di carità però non si sono lasciate intimidire e Cappiello ha giustamente osservato all'interno del suo intervento :"...La questione dell'abusivismo viene dopo: se non ci fosse stato il chiosco, al suo posto potevano esserci dei passanti e forse sarebbe stato peggio...", peccato che i consiglieri del suo partito badassero ai fatti propri. Forse aspettavano l'ntervento di Bertolaso.

La passata consiliatura di centrosinistra aveva stanziato dei fondi per il monitoraggio e la riqualifica del parco. Guido Laj (PD) in una sua nota sottolinea "...Poi Aledanno ha vinto le elezioni, è diventato commissario al bilancio del comune e i soldi sono spariti inghiottiti nella retorica sugli sprechi..."

Al solito il centrodestra è forte con i deboli e debole con i forti. Perché lo sgombero non è avvenuto precedentemente se il chiosco era abusivo? Ed in virtù di quale priorità sono stati "spostati" i fondi del monitoraggio di parco Nemorense? Forse sono finiti al finanziamento del municipio in favore del tiro con l'arco giapponese?

Se l'IdV fosse stato al governo del municipio avrebbe fatto sgomberare il chiosco abusivo il giorno successivo all'installazione con relativa sanzione amministrativa dell'attività e non avrebbe tolto i fondi per il controllo del parco.

Insomma avremmo cercato di prevenire questa spiacevole situazione ed anche qualora non ci fossimo riusciti, non avremmo dimenticato il lato umano della vicenda nascondendoci dietro una legalità all'amatriciana ed una burocrazia bizantina.

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