Le “palle” di neve di Alemanno

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Sia chiaro, non è responsabilità di Alemanno la caduta della neve sulla nostra città. Ma sua è la responsabilità di fare in modo che 10 cm di neve non diventino il motivo paralizzante di una città da 4 milioni di abitanti. Sua è la responsabilità in qualità di primo cittadino.

Può capitare di commettere sbagli, ma almeno si abbia l'eleganza di ammettere i propri errori e assumersi le proprie responsabilità piuttosto che lavarsi le mani dai doveri legati al ruolo che si ricopre.

"Dobbiamo parlarci molto francamente - ha dichiarato, scaricando il barile, Alemanno - oggi in Italia non esiste piu' una Protezione civile da quando e' stata smantellata la struttura di Bertolaso; oggi alla Protezione civile sono dei passacarte che si limitano a diffondere le notizie e ad affidare ai comuni e ai vari enti locali il compito di intervenire"

Peccato che la struttura tanto rimpianta dal nostro sindaco sia la stessa che includeva gli Anemone, i Balducci e tutto il resto della cricca, che lui conosce molto bene grazie agli scandali per le piscine abusive autorizzate dal comune in occasione dei mondiali di nuoto. E se consapevole dell'inadeguatezza della struttura della protezione civile i cui compiti sono ormai delegati agli enti locali, perché il paio di migliaia di assunzioni facili (se proprio dovevano essere fatte) nelle varie municipalizzate non sono state rivolte a un ente fondamentale in situazioni di crisi e di grandi eventi, molto frequenti a Roma?

Il capo della protezione civile, Gabrielli, ha risposto che non ha nulla da temere al riguardo e di aver predisposto tutto quello che serviva. In occasione di una riunione con gli enti laziali, ha dichiarato, questi non hanno esposto particolari necessità e problematiche e accoglie quindi a braccia aperte l'ipotesi di costituzione di una commissione d'inchiesta.

Ora speriamo si accerti la verità e i responsabili. Ma il sindaco poteva almeno avere il buon gusto di risparmiarci la magra figura sullo scarico delle sue responsabilità. La sua incapacità è evidente e non gli basteranno un paio di palle a nascondere la verità, neppure se di neve.

Storia di mafie, storia d’Italia.

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E' un ciclio di 2 conferenze, sul rapporto tra mafia, Stato e società, organizzato da IDV Giovani Roma, la rivista online TurboArte (www.turboarte.it) e con il contributo dell'Ass. Rigenerazione Italia.
Obbiettivo dei due incontri è quello di fare un quadro completo di come e quanto le mafie pervadono l'Italia. Partendo dalla nascita dell'associazione mafiosa analizzeremo con accademici e addetti ai lavori la storia e il radicamento di questo fenomeno nazionale. Infine si passerà a come oggi lo Stato e la Politica rispondono al fenomeno malavitoso e di quali strumenti si dotano le P.A. per estirpare le infiltrazioni e le presenze mafiose.

1a Conferenza 21 novembre 2011 ore 18:00, presso la sede nazionale IdV (via Santa Maria in via, 12)
"Storia di Mafie ieri. Nascita ed evoluzione della criminalità organizzata"
Relatori:
-Prof. Enzo Ciconte (storico e docente di criminalità organizzata Università Roma 3)
-Prof. Massimo Brutti (docente in diritto romano Università La Sapienza, già membro della Commissione Giustizia e della Commissioni inchiesta sul fenomeno della mafia)
-Fernando Gallone (responsabile nazionale della pubblica amministrazione IDV)
- Giovanni Ciotti (segretario generale SILP CGIL Roma)
Introduce e Modera:
-Luisa Laurelli (già onorevole del Consiglio regionale del Lazio,Presidente della commissione Sicurezza e Lotta alla criminalità)

Tema della conferenza: Approfondimento del radicamento della criminalità organizzata nell’Italia meridionale e degli strumenti che lo Stato italiano ha utilizzato per contrastarla. Storia e caratteristiche delle varie organizzazioni mafiose.

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