La politica degli affaracci propri

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L'affare per eccellenza.

Quello che consiglieri e presidenti di municipio mettono in atto semplicemente (non) andando a lavoro. Sfruttando i rimborsi che il Comune concede ai pendolari della politica, in centinaia ricevono somme elevate per le quotidiane trasferte.

Dal 2009 la legge è cambiata, e adesso approfittarsi dei rimborsi d'oro del comune è ancora un affare, ma in misura minore. Cosa che non impedisce ad alcuni di continuare a lucrare su una norma che dovrebbe piuttosto garantire l'accesso alla politica a tutti, anche a chi ha un altro lavoro.

Fra i tanti beneficiari di questa situazione, ricordiamo Massimo Carta, capogruppo pdl del II Municipio, che incassa ogni mese 9000 euro per lo stipendio rimborsato dal municipio e il consigliere pdl Christian Martelli che ottiene 3200  euro al mese per fare il pendolare da Anzio per apportare il suo contributo "fondamentale" alle sedute del municipio.

Con buona pace di tutti coloro che pagano per questi e altri rimborsi, ovvero noi.

Una raccomandata per la Presidenza del II Municipio

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"Spesso ci lamentiamo dei servizi postali, ma quando funzionano bisogna rendergliene merito". Almeno così riporta "Il Messagero"

E' il caso dell'assessore regionale Malcotti che, per quanto riporta la cronaca di Roma de Il Messaggero, all'epoca in cui era consigliere comunale inviò all'amministratore delegato della Gemma SpA la lettera che permise l'assunzione dell'allora consigliere municipale, attuale presidente del II municipio, Sara De Angelis.

L'interessata, cercando di difendersi dall'accusa, afferma che gemma non è una azienda pubblica, difesa alquanto debole e parzialmente falsa giacché è un'azienda partecipata del Comune di Roma al 20% come si evince dal sito della stessa Gemma Spa.

Certo che se le notizie risultassero vere, avremmo un presidente del Municipio perfettamente rappresentante dello stereotipo italiano: incompetente e raccomandato, con buona pace di tutti i giovani che studiano e si impegnano per inserirsi nel mondo del lavoro d'oggi.

Parafrasando Cicerone : "O Arcore, o Mora".

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