Una tranquilla giornata di regime
Giugno 16th, 2009
Vorrei proporvi un piccolo brano di narrativa surreale, anche se solitamente non è un genere letterario che apprezzo, devo ammettere che non sono riuscito a trovare altro modo di scrivere per commentare la realtà di questi giorni.
Forse aveva ragione Corrado Guzzanti:"E' un problema di tipo matematico, se esportiamo la democrazia a noi quanta ne rimane?
Uscii dal conferimento del premio Poesia2 al Venerabile Gran Maestro di poesia, dove una platea di fantasmi si struggeva per le depistanti poesie bolognesi. Mentre una piccola sacca di eversivi mi distraeva dalle interessantissime opere massoniche
Camminando attirò la mia attenzione il chiasso sollevato in uno dei campi, quelli con le tende blu, quelli per gli sfollati dalle case che a casa non ci vogliono tornare. Sulla recincinzione un cartello recitava :"Vietato dare da mangiare agli sfollati".
Per le strade c'erano dei gentili concittadini che mettevano a disposizione il loro tempo per mantenere l'ordine e la dispilina durante una manifestazione del nostro supremo leader nonstante gli attentati di pericolosi manifestanti eversivi.
Entrai nel seggio per votare, presa la scheda mi diressi nella cabina. Soddisfatto della mia croce su uno degli unici due simboli rimasti per rappresentarci, uscii e consegnai la mia scheda. Il presidente di seggio l'aprì per controllare che non avessi sbagliato e sorridendo la infilava nell'urna, subito dopo un altro elettore consegnò la scheda e la faccia del presidente di seggio tradì indignazione, evidentemente aveva sbagliato a votare, ma senza troppo indugiare tirò fuori un accendino e sorridendo disse :"Grazie per aver partecipato alla vita democratica del nostro paese. I miei due collaboratori della guardia nazionale la scorteranno fino all'uscita per garantire ordine, disciplina e sicurezza".
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