Falco Accame, presidente Associazione Vittime Militari, chiede al sindaco di Roma una strada per le vittime di uranio
Aprile 24th, 2009
Prima di cominciare a leggere l'accorata lettera di Falco Accame, vi chiederei per cortesia di riflettere sul primo comma del primo articolo della costituzione.
L'Italia è un repubblica democratica fondata sul lavoro.
Anche i nostri militari e le nostre forze dell'ordine sono lavoratori dipendenti dello stato italiano e la loro sicurezza deve essere tutelata nel miglior modo possibile. Anche i loro morti in servizio dovrebbero essere conteggiati nella ormai tristemente lunga lista di morti sul lavoro.
A mio parere, ricordare i nostri caduti è giusto, ma dovremmo compiere uno sforzo perchè ciò non avvenga più a prescindere dai costi, dai profitti che non potranno mai, per quanto ingenti, sostituire il valore di una vita umana.
Mi auguro che via Febo non diventi via Craxi, ma una strada dedicata a tutte quelle persone che, lavorando, hanno dato la vita per questo paese.
Roma, 21 aprile 2009
Al Sindaco di Roma
On. Gianni Alemanno
Gent.mo Signor Sindaco,
l’Associazione che presiedo e che tra i suoi fini ha quello di custodire la memoria delle vittime di gravi infortuni nelle Forze Armate, come potrà riscontrare nel nostro sito Internet “Anavafaf.com”, ha espresso il desiderio di onorare con una lapide o con la dedica di una strada le vittime militari e civili dell’Uranio impoverito. Si tratta di persone che si sono trovate ad operare senza alcuna conoscenza del pericolo e per lo più senza alcuna protezione in zone colpite da queste armi impiegate da paesi alleati. Molte delle persone infortunate sono state chiamate quindi a compiti che vanno anche al di là del dovere e verso le quali il Paese ha dunque un particolare debito di riconoscenza.
Si tratta ormai più di 2.000 persone infortunate. Infatti, nel 2007 il Gruppo Operativo Interforze della Sanità Militare rese noto alla Commissione di Inchiesta del Senato sull’uranio impoverito il numero di 1.991 malati, un numero ormai largamente superato. Nella stessa epoca il Ministero della Difesa rese noto il numero di 77 deceduti, numero ormai anche questo largamente superato.
Le saremmo grati di farci conoscere il Suo eventuale assenso e Le saremmo altresì grati, nel caso i suoi numerosi impegni lo consentano, di ricevere una delegazione della Anavafaf.
Alleghiamo alla presente una serie di interrogazioni parlamentari che illustrano sotto vari profili la gravità di una vicenda che ha recato gravi dolori a tante famiglie italiane e purtroppo anche all’estero nei teatri operativi colpiti. Anche nei riguardi di tanti cittadini stranieri, della Somalia, della ex Jugoslavia, dell’Irak, del tutto inconsapevoli e indifesi, credo che abbiamo il dovere di esprimere la nostra solidarietà insieme al rammarico per quanto accaduto.
Falco Accame
Presidente Anavafaf
Ex Presidente Commissione
Difesa della Camera
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