Falco Accame, presidente Associazione Vittime Militari, chiede al sindaco di Roma una strada per le vittime di uranio

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Prima di cominciare a leggere l'accorata lettera di Falco Accame, vi chiederei per cortesia di riflettere sul primo comma del primo articolo della costituzione.

 

L'Italia è un repubblica democratica fondata sul lavoro.

 

Anche i nostri militari e le nostre forze dell'ordine sono lavoratori dipendenti dello stato italiano e la loro sicurezza deve essere tutelata nel miglior modo possibile. Anche i loro morti in servizio dovrebbero essere conteggiati nella ormai tristemente lunga lista di morti sul lavoro.

A mio parere, ricordare i nostri caduti è giusto, ma dovremmo compiere uno sforzo perchè ciò non avvenga più a prescindere dai costi, dai profitti che non potranno mai, per quanto ingenti, sostituire il valore di una vita umana.

Mi auguro che via Febo non diventi via Craxi, ma una strada dedicata a tutte quelle persone che, lavorando, hanno dato la vita per questo paese.

 

 

Roma, 21 aprile 2009


Al Sindaco di Roma
On. Gianni Alemanno

Gent.mo Signor Sindaco,
l’Associazione che presiedo e che tra i suoi fini ha quello di custodire la memoria delle vittime di gravi infortuni nelle Forze Armate, come potrà riscontrare nel nostro sito Internet “Anavafaf.com”, ha espresso il desiderio di onorare con una lapide o con la dedica di una strada le vittime militari e civili dell’Uranio impoverito. Si tratta di persone che si sono trovate ad operare senza alcuna conoscenza del pericolo e per lo più senza alcuna protezione in zone colpite da queste armi impiegate da paesi alleati. Molte delle persone infortunate sono state chiamate quindi a compiti che vanno anche al di là del dovere e verso le quali il Paese ha dunque un particolare debito di riconoscenza.
Si tratta ormai più di 2.000 persone infortunate. Infatti, nel 2007 il Gruppo Operativo Interforze della Sanità Militare rese noto alla Commissione di Inchiesta del Senato sull’uranio impoverito il numero di 1.991 malati, un numero ormai largamente superato. Nella stessa epoca il Ministero della Difesa rese noto il numero di 77 deceduti, numero ormai anche questo largamente superato.
Le saremmo grati di farci conoscere il Suo eventuale assenso e Le saremmo altresì grati, nel caso i suoi numerosi impegni lo consentano, di ricevere una delegazione della Anavafaf.
Alleghiamo alla presente una serie di interrogazioni parlamentari che illustrano sotto vari profili la gravità di una vicenda che ha recato gravi dolori a tante famiglie italiane e purtroppo anche all’estero nei teatri operativi colpiti. Anche nei riguardi di tanti cittadini stranieri, della Somalia, della ex Jugoslavia, dell’Irak, del tutto inconsapevoli e indifesi, credo che abbiamo il dovere di esprimere la nostra solidarietà insieme al rammarico per quanto accaduto.


Falco Accame
Presidente Anavafaf
Ex Presidente Commissione
Difesa della Camera

Torniamo in Europa

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Cari Amici e Amiche,
vi informo della grande manifestazione che si terrà Sabato 18 Aprile alle ore 9.00  presso L’Auditorium della Tecnica in Viale Tupini, N° 65 all'Eur  (Metro B -  fermata Magliana). Saranno presenti il Presidente Antonio Di Pietro, l'On. Stefano Pedica, Luigi De Magistris, Sonia Alfano, Rinaldi, Brutti e altri candidati per le Elezioni Europee e Amministrative, che vedrà l'Italia dei Valori iniziare la sua Campagna Elettorale.

L'Italia dei Valori si sta battendo con la forza che gli hanno conferito i cittadini, una forza ancora insufficiente per cambiare il paese, ma una forza in crescita perchè vuole trasformare le parole di Giustiza, Libertà ed Equità in prospettive.

Vi apetto

Paolo Leccese

P.S.

Riporto un pensiero di qualche giorno fa dell'On. Antonio Di Pietro.

"In Cina, nel maggio 2008 ci fu un terremoto violentissimo in pieno giorno, vennero giù gli edifici pubblici, tra cui molte scuole e si contarono migliaia di vittime tra cui moltissimi bambini, motivo per cui fu chiamata “la strage dei bambini”. Fu accertato che gli edifici pubblici non erano stati costruiti secondo adeguate norme sismiche. La mobilitazione degli aiuti del governo arrivarono immediati ma non bastò ed i responsabili furono costretti ad inginocchiarsi per evitare il linciaggio della folla.

Io voglio sapere.
Voglio sapere perché alcuni edifici pubblici sono crollati come castelli di sabbia al sole

Voglio sapere perché Giampiero Giuliani è stato trattato come un pazzo allarmista in un telegiornale di studio aperto il 2 aprile, 4 giorni prima del terremoto, e poi denunciato per procurato allarme.

Voglio sapere perché il governo non ha preso in seria considerazione le parole di un esperto, e con chi abbia condiviso di correre questo rischio. Sperando che la risposta non sia quella che ho già ascoltato e cioè che non si sarebbe potuto evacuare l’Abruzzo, ma almeno gli edifici pubblici a più alto rischio compresa la casa dello studente dove da giorni si udivano sinistri scricchiolii.

Voglio sapere perché i media si affannano a coprire queste notizie.

Voglio sapere perché il governo sponsorizza l’Impregilo, società coinvolta nello scandalo dei rifiuti di Napoli, nell’eterno cantiere dai finanziamenti senza fondo della Salerno Reggio Calabria, nella costruzione di parte dell’ospedale San Salvatore sgretolatosi a L’Aquila ma costato nove volte in più del preventivato.

Voglio sapere perché dopo questa conclamata inadeguatezza di uno dei più grossi gruppi edili del Paese Silvio Berlusconi si ostini ad appaltargli l’opera inutile del Ponte di Messina.

Voglio sapere come mai non sono ancora state approvate le norme tecniche per le costruzioni di un Decreto ministeriale del 14 settembre 2005 che reca la mia firma da ministro delle Infrastrutture, concepito con il pensiero rivolto al sisma del 2002 in Molise che uccise 27 bambini. Decreto la cui applicazione è stata prorogata al 2010 dal governo Berlusconi, nella persona del ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, nonostante esperti come Luca Sanpaolesi, professore di Tecnica delle costruzioni a Pisa, l’abbiano definita come “la prima normativa italiana che adotta principi seri in tema di antisismica” .

Io voglio sapere.
Lo Stato ha il dovere di sostenere nella tragedia gli abruzzesi, deve affiancare la celerità nell’individuare e non distogliere le eventuali responsabilità in gioco."

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