Carcarlo Pravettoni in Europa

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Dopo il rifiuto di George W. Bush  di sottoscrivere il protocollo di Kyoto, anche il nostro presidente del Consiglio si è rifiutato di firmare l’accordo europeo sull’efficienza energetica, facendo infuriare molte segreterie di stato per tre motivi:

1-     Berlusconi viola uno dei dogmi europei, non onorando gli impegni presi dal governo precedente, interrompendo così il principio della continuità statuale.

2-     L’attuale governo aveva più volte riconfermato la propria disponibilità per il pacchetto clima ad ogni vertice europeo, circa ogni 3 mesi.3-     Prodi aveva ottenuto, attraverso difficili negoziati, condizioni particolarmente favorevoli che molti altri paesi Europei contestarono.

Subito il premier si affretta a dire che non siamo soli a porci di traverso all’accordo europeo, ma non ci dice con chi e perché.Le sue dichiarazioni sono formalmente vere ma sostanzialmente false.

Le altre nazioni europee che si oppongo sono: Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Ungheria, Rep. Ceca, Slovacchia, Romania e Bulgaria. Le ex Repubbliche Sovietiche contestano il trattato per ragioni diametralmente opposte: L’accordo prevede una riduzione dell’emissioni del 20% entro il 2020 sullo standard del 2005, ma una prima clausola in particolare, prevede entro il 2010 una riduzione del 6,5% rispetto ai livelli del 1990. L’Italia negli anni 2001/2006 invece di diminuire la produzione di emissioni e adeguarsi al resto d’Europa, è aumentata di un ulteriore 7%. Berlusconi vuole spostare la prima clausola verso gli standard del 2005, in modo da dover ridurre un tetto più alto di quello che sarebbe altrimenti prendendo lo standard del 1990 in cui le emissioni erano notevolmente inferiori. Le altre nazioni che contrastano l’accordo lo fanno per ottenere il contrario ovvero spostare il tetto massimo delle emissioni da quelle del 2005 ottenendo come standard il 1990, periodo in cui erano fortemente industrializzate, in modo che non debbano ridurre le già scarse emissioni rimaste dopo il tracollo dell’economia paleoindustriale comunista.

Il governo si fa scudo con il fatto che l’economia italiana risentirebbe del misure ambientaliste, come se uno, su una macchina in corsa diretta verso un burrone con i freni fuori uso, non saltasse per paura di rompersi un braccio. Anzi la scelta di puntare al nucleare, equivale a premere l’accelleratore.

Berlusconi, con questo gesto degno di Carcarlo Pravettoni, fa davvero gli interessi dell’ambiente e dei cittadini o solo quelli di se stesso e degli industriali amici suoi? Uno che ha definito l’amministrazione Bush una delle migliori della storia americana, certi dubbi li fa venire dopo che persino Powell se ne è distaccato. Come se Bondi prendesse le distanze da Berlusconi.

Una piccola nota positiva va al II municipio, un mio progetto di cui avevo più volte parlato in campagna elettorale circa l’ottimizzazione economica e ambientale, installando dei pannelli fotovoltaici per fare in modo che gli edifici pubblici del II municipio divenissero energicamente attivi, sta ora vedendo la luce anche se non grazie a me, ma spero di aver contribuito con l’idea.

I consiglieri municipali Carta e Signorini del PDL hanno avuto questa bella iniziativa che mi sento di sostenere almeno per ora, fino a quando non vedrò come, quando e se si attuerà. Il rischio è che dal partito di cui i consiglieri municipali sono membri, che propugna il nucleare e il fallimento dell’autonomia energetica e ambientale, siano bollati come eversivi. 

 

Raccolta firme venerdì 24 e sabato 25

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Cari Amici,

Questo fine settimana abbiamo raccolto oltre 700 firme contro il lodo Alfano in giro per il II municipio.

Abbiamo superato le 350.000 firme in tutta Italia, ma non è finita e non finirà neanche quando avremo 500.000 firme.

Per quanti di voi volessero venire ad aiutare, firmare o portare amici a firmare ecco dove saremo questo fine settimana:

Venerdì 24 ottobre dalle 8 alle 13 – Viale Tiziano angolo con via della XVII olimpiade.

Sabato 25 ottobre – Circo Massimo (Abbiamo dovuto annullare il gazebo a piazza Ungheria per dare la possibilità ai nostri amici e alleati del Partito Democratico di firmare contro il lodo Alfano).

Firmiamo e fermiamoli

Vi aspetto

Paolo Leccese

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