Giustizia sommaria aggiunge ingiustizia all’ingiustizia
Luglio 15th, 2008
Riporto la dichiarazione di Renzo Gattegna, presidente degli ebrei italiani, a proposito dei disordini e degli atti di intolleranza che hanno preso a bersaglio appartenenti alla minoranza rom in Italia e altri cittadini stranieri presenti nel nostro Paese.
Roma 15 Maggio 2008
"L'indiscriminata espulsione di massa di un gruppo etnico potrebbe forse produrre momentanei consensi e una breve ed effimera illusione, ma ben presto la vera natura discriminatoria di un simile atto emergerebbe con chiarezza e verrebbero messi a nudo tutti gli errori e le omissioni che nel tempo hanno prodotto questa degenerazione ingovernabile. Porto l'esempio dei nomadi, ma dobbiamo ricordare che le stesse pericolose dinamiche potrebbero colpire chiunque"
"Tutti hanno il dovere di osservare le leggi e il diritto di essere giudicati sulla base dei propri comportamenti. Se derogassimo a questi principi ci renderemmo complici di un imbarbarimento della società. In un Paese moderno e democratico non c'è alternativa al buon funzionamento della Giustizia, la sola realtà che può prevenire il rischio dell'adozione di misure limitative delle libertà fondamentali. Il pericolo che minoranze violente, forti di proprie organizzazioni che con il loro potere intimidatorio e corruttivo riescano ad assicurarsi l'impunità e quindi un esonero di fatto dall'obbligo di rispettare le leggi dello Stato, è presente oggi sia in Italia che in altri Stati e ne abbiamo quotidiane conferme".
"Il senso di impotenza e di esasperazione di larghi strati della società che vengono quotidianamente traumatizzati da notizie di crimini efferati e raccapriccianti alimenta la sfiducia nello Stato e la tentazione di far ricorso alla giustizia sommaria aggiungendo così altra ingiustizia all'ingiustizia. E' terribile apprendere che interi campi di nomadi sono stati dati alle fiamme in una zona dell'Italia che si è sempre distinta per la sua tradizione di larga e civile accoglienza".
“Di fronte a gravi crimini commessi da singoli individui che la giustizia non riesce a perseguire, si riversano odio e sospetto su intere collettività senza nessuna distinzione tra persone oneste e criminali.”
“Qualcosa sta distruggendo le regole del vivere civile, e questo è il miglior regalo che possa essere fatto alle organizzazioni criminali, alle quali si consente così di usare altri esseri umani, anche la propria stessa gente, come scudi. Se proseguisse un processo di criminalizzazione generalizzata, sia nei confronti dei nomadi che di qualsiasi altro popolo, gli onesti, abbandonati e discriminati, resterebbero in ostaggio dei criminali. E la sconfitta dello Stato sarebbe totale".
Ti trovi in 







Nessun commento ancora.
Commenta