Sistema Ipercritico

 

 borra.gif

IMPIANTO IPERCRITICO:

FONTE DI ENERGIA E SISTEMA DI SMALTIMENTO DEI RIFIUTI

A Nettuno, distante pochi chilometri da Roma, Libero Borra ha progettato e realizzato già nel lontano 2002 un impianto solare capace di creare energia tramite la trasformazione di acqua allo stato liquido in acqua allo stato gassoso.

La struttura dell’impianto è molto semplice e di facile realizzazione, e inoltre la sua fabbricazione richiede il minimo dispendio economico.

Nel suo complesso l’impianto è composto da uno o più specchi ellittici, molto leggeri, riflettenti i raggi solari ognuno sul proprio fuoco. Quest’ultimo è tenuto a circa 2,20 mt d’altezza da un braccio rigido, cui sono agganciati quattro fili di ferro che tengono sospeso lo specchio cosicché, tramite due sensori e due motorini, possa “seguire” e riflette costantemente i raggi del sole. Il fuoco è formato da un piccolo tubo di ferro avvolto a spirale in cui scorre acqua, che, surriscaldata dai raggi proiettati dallo specchio, arriva a una temperatura di 500-550°C.

La temperatura dell’acqua ha così superato la sua soglia critica di 224,24 Kg/Cmq (cioè la pressione rimane costante, cosa che avviene già al raggiungimento dei 374°C, ma la temperatura continua ad aumentare) e raggiunge quindi il suo stadio gassoso.

L’acqua che raggiunge questo stadio viene detta “fluido ipercritico” e adeguatamente incanalato può essere utilizzato per produrre energia tramite in una turbina in modo economico e soprattutto ecologico.

Avendo visto l’impianto sono rimasto sbalordito delle potenzialità e della versatilità di applicazione, con circa 6 pannelli riusciva a produrre circa 18 kWh di potenziale il che significa che anche perdendo il 70% del potenziale rimangono circa 5 kWh ovvero l’autonomia per un negozio o un appartamento molto grande (un appartamento consuma mediamente 3 kWh), per un impianto che non richiede più di 2000 euro se fatto artigianalmente e quindi a costi notevolmente ridotti per la produzione industriale.

La prima obiezione potrebbe essere che un impianto del genere non potrebbe essere applicato a città dove un palazzo consuma più energia di quanta la sua superficie gli permetterebbe di produrre :

Falso.

L’edificio diventa energeticamente attivo e per molti anni la sua facciata o il suo tetto fotovoltaico produrranno migliaia di kWh (kilowattora _ energia elettrica prodotta in 1 ora di tempo), che non solo consentiranno rilevanti risparmi sulle bollette, ma anche eviteranno l’immissione nell’atmosfera di grandi quantità di CO2 (anidride carbonica);

La seconda è che potrebbe essere molto costoso adattare palazzi a questo tipo di energia:

Credo che questo sia un falso problema, per 2 motivi.

Ci mettono spesso davanti la scelta tra ambiente ed economia, ma noi abbiamo un solo pianeta che sta soffrendo a causa della nostra adolescenza industriale, se questo dovesse morire noi seguiremmo la sua stessa sorte.

Inoltre facendo la scelta giusta riusciremo a creare benessere per i cittadini e di conseguenza aiuteremo quell’economia che si indirizza verso il vero benessere delle persone e non l’economia di interessi privati mascherata da interesse pubblico.

Articoli recenti »

Oggi i giovani IDV Roma hanno lanciato un appello per la laicità dello stato al presidente Napolitano. "Libera Chiesa in libero Stato" 2010-09-20

Seguimi su Twitter