Gay Pride

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GAY PRIDE:

UNA DIMOSTRAZIONE PER I DIRITTI CIVILI

Sabato scorso, 7 giugno, si è tenuto a Roma il Gay Pride, rinomata manifestazione che coinvolge il popolo gay, lesbo, transgender e bisex, ma non solo.

Il corteo è animato anche da eterosessuali, dall’Associazione Genitori di omosessuali, turisti e curiosi.

La mia partecipazione di quest’anno è motivata dalla volontà di manifestare a favore della libertà di espressione che spetta agli omosessuali.

Quest’anno infatti a differenza degli anni passati, sono sorte numerose polemiche da parte del mondo politico.

Il sindaco Alemanno aveva dichiarato di essere contrario al gay pride visto come “esibizionismo sessuale”, la stessa Mara Carfagna, ministro delle Pari Opportunità, ha negato il patrocinio al gay pride affermando che le Pari Opportunità riguardano principalmente le donne lavoratrici e madri, gli anziani, i minorenni e i portatori di handicap, dunque la realtà omosessuale non sarebbe una discriminazione per il neo ministro.

Questo vuol dire non percepire realmente i disagi che gay, lesbo, bisex e transgender sono costretti a subire quotidianamente, e vuol dire anche contestare questa manifestazione che è espressione di una diversità vivamente presente e numerosa.

Gli omosessuali, a mio parere, hanno il diritto di manifestare liberamente e pacificamente sia per far valere i loro diritti umani sia per aprire occhi e orecchie a un governo palesemente distante da questa realtà, che dovrebbe invece essere disposto a far valere il diritto di espressione, punto cardine di ogni valida democrazia.

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