Equità Fiscale
Aprile 2nd, 2008

Cercavo informazioni sull'equità fiscale e su cosa potevamo fare nel nostro paese per combattere l'evasione che come tutti sappiamo è la prima causa di aumento della pressione fiscale e mi sono imbattuto nel commento di questo signore che nel piccolo è esemplificativo dello scarso senso civico e dell'inadeguatezza morale che comporta l'essere italiani, lo riporto di seguito poichè credo che tutti possano rispecchiarsi un minimo nell'esperienza di uno dei tanti italiani onesti che chiede solo rispetto e legalità.
'Ci eravamo alzati tardi, la mattina del 15 agosto, avendo, la sera precedente, ammirato fino a tarda ora i tradizionali fuochi d’artificio che ogni anno vengono organizzati dai tanti stabilimenti balneari che popolano il lungomare che, dal porto di Terracina, si spingono fino al Circeo. Non avendo nulla per il pranzo ed anche per evitare il caos automobilistico ancora vivace alle 11,00 del mattino, io e mia moglie avevamo deciso di inforcare le nostre due bici e di recarci al centro della cittadina balneare alla ricerca di una pescheria: avremmo acquistato del pesce fresco per riportarcelo a casa.
Non fu difficile trovare la pescheria che, a quell’ora, era ancora piena di clienti in attesa di essere serviti. Anche se i prezzi mi sembravano assurdi, non era certo il giorno di Ferragosto il momento per fare il tirato o il taccagno. Avevamo deciso di prendere due piccole orate, mi sembra 30 euro al Kg., che velocemente il venditore prezzò e passò al giovane delle frattaglie per lo svisceramento di routine. Con il suo prezioso cartoccio infilato in una busta di plastica mia moglie, dopo aver pagato non so quanto e neanche lo voglio più sapere, venne verso di me che, nel frattempo, mi ero riavvicinato alle bici pronto per la partenza. > chiesi, avendo notato che in quel giro di pesci e soldi non avevo visto alcun marchingegno idoneo a stampare scontrini.
'Penso che lo scontrino sia all’interno della busta di plastica', rispose mia moglie aprendo la busta per cercarlo.
Facendomi largo fra i clienti mi avvicinai alla cassiera dicendole che forse, nella fretta, aveva dimenticato di rilasciare lo scontrino. Con voce candida la signora, rispose: 'abbiamo finito la carta, vero?', e si girò verso il giovane intento a sviscerare, quasi per ottenere una conferma. 'Si, è finita la carta' disse il giovane al quale chiesi se, per la carta, dovevamo aspettarne l’arrivo da Fabriano. Uno dei venditori, forse il proprietario, distogliendosi dal banco ed avvicinandosi alla cassa ove mi trovavo, con fare non certo amichevole esclamò: ' ma cosa vuole Lei, cosa vuole, vuole forse farsi venire un malanno? Ma se ne vada e pensi a stare tranquillo, vede che si sta agitando, vuole farsi prendere dall’infarto?'. 'Non voglio farmi prendere dall’infarto e sono molto calmo, voglio solo il mio scontrino!' risposi cercando, fra i tanti clienti che in quel momento prestavano attenzione alla nostra discussione, una solidarietà che proprio non vedevo. Riprendemmo le bici e, inseguiti dalle parole del venditore, con il pesce appeso al manubrio e senza scontrino, rientrammo a casa mentre tentavo di scaricare il mio disappunto sui pedali della mia “Graziella”. Sentimenti di rabbia, ingiustizia, inciviltà e impotenza mi ribollivano dentro mentre, pedalando, pensavo che l’accondiscendenza della gente ai comportamenti scorretti di venditori senza scrupoli non avrebbe mai permesso al nostro Paese di sfrattare i sanguisuga che, alla luce del sole e con la più naturale faccia tosta, continuano ad evadere le tasse con il beneplacito di tutti noi. Come vede, dai pescivendoli, passando per i medici, i dentisti, i barbieri, i fabbri e tutte le altre categorie che si conoscono, i comportamenti sono quasi sempre gli stessi. Possibile che nessuno pensa seriamente alla detrazione delle spese sostenute!! Basterebbe, quando è il momento della denuncia dei redditi, detrarre tutte le spese sostenute e pagare le tasse su ciò che rimane del salario! Non solo tutti avrebbero interesse a farsi rilasciare gli scontrini ma, ne sono convinto, renderemmo più pulite le città in quanto non si troverebbe a terra una ricevuta neanche a pagarla oro.'
Il malcapitato che ha riportato la sua esperienza è solo uno dei tanti; chi di noi non si è mai trovato in situazioni simili?
Lo scontrino è una cosa importante è la prima mossa per combattere l'evasione e ciò che ormai è opinione della maggior parte degli italiani è che dobbiamo detrarre ogni singola spesa dalla nostra dichiarazione dei redditi come succede già in altri paesi europei come la Francia, la Germania e l'Inghilterra. Per di più dobbiamo renderci conto che la mancanza di scontrino non ci dà alcuna garanzia sul prezzo effettivo del prodotto pagato, in quanto in questo modo il negoziante potrebbe o aumentare i prezzi rispetto al listino oppure venderli ad un costo inferiore rispetto a chi emettendo lo scontrino va a pagarci su le relative tasse e impedendo con ciò un mercato egualitario, libero e qualitativo.
Non arriveremo mai ad una soluzione valida se continuiamo ad appoggiare l'inefficenza, l'illegalità e l'ignoranza di chi continua a considerare l'evasione normalità, di chi si rifiuta di far crescere l'Italia per mancanza di civiltà e grettezza nei ragionamenti.
Ricordo che il principio ispiratore del progetto Equità Fiscale è un’equa distribuzione del carico tributario rispetto alla capacità contributiva dei cittadini ed inoltre trovo che uno dei modi per concretizzare tale principio sia che l’intero processo debba avvenire dimostrando una sensibilità verso i cittadini che permetta di instaurare con loro un buon rapporto coinvolgendoli attraverso l’invio di comunicazioni utili (es: classamenti catastali, bollettini di ICI corrente) e richieste di informazioni strettamente necessarie. Ciò magari potrebbe aiutare chi dietro ogni dichiarazione vede lati oscuri rendendo limpido e il più chiaro possibile ciò che per dovere etico, civile e sociale deve essere il pagamento delle imposte allo Stato.
Chiedo un impegno serio a tutte le forze politiche per una politica fiscale che rappresenti una discontinuità totale con il recente passato. Ritengo altresì che dobbiamo impegnarci ad affrontare, a livello europeo e multinazionale, il tema della competizione fiscale tra paesi nel quadro di una giustizia fiscale globale.
Vi riporto i 4 principi, o massime, dell'imposizione fiscale che un grande economista come Adam Smith identificò e su cui si è basata l'evoluzione dei moderni sistemi tributari: 1) i contribuenti devono partecipare al finanziamento dello stato proporzionalmente alla loro capacità (principio della proporzionalità); 2) l'imposta che ogni contribuente è tenuto a pagare deve essere chiaramente determinata e le sue modalità di pagamento devono essere semplici (principio della certezza e della chiarezza); 3) l’imposta deve essere riscossa nel tempo e nel modo più favorevoli per il contribuente (principio della comodità); 4) la riscossione deve essere efficiente per evitare impieghi improduttivi delle imposte raccolte (principio di efficienza o non distorsività).
Il secondo e il terzo principio smithiano sono condivisi da tutti in teoria, ma sono anche largamente inapplicati in molti paesi, Italia compresa.
Prendo questi principi come la base necessaria per dare una forte svolta all'andamento degenerativo dello sgravo fiscale italiano degli ultimi anni.
Concludo con parole pronunciate dall'On.Di Pietro:'Bisogna far in modo che tutti paghino, affinché tutti paghino meno.Questo deve essere il nostro impegno principale."
E spero vivamente di poter, un giorno, far in modo che queste parole si realizzino.
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